di Be Niang
(Pubblicato in Bambini a Berlino 27 Maggio 2012)
Ci siamo quasi - 31 (giorni)
Un periodo della vita intenso in cui si mettono in gioco mille emozioni.
Distacchi.
Anche se mi ripeto che la distanza geografica non necessariamente vuol dire lontananza .
Ma invece si.
Tutte cazzate, tutto cambia.
Il quotidiano non esiste più e non può essere sostituito da skipe.
Anche la tecnologia all'ennesima potenza non può sostituire un cappuccino improvvisato con una cara amica nel mio bar preferito a "cazzeggiare" al sole.
Anche la mia famiglia (d'origine) sino all'ultimo non ha creduto che fosse vero , che veramente avremo lasciato tutto ciò che abbiamo costruito con fatica.
Invece .. Quando hanno visto che i viaggi a Berlino si susseguivano, hanno capito che non si scherzava.
Quando ho detto a mia madre che ero seria,che impacchettavo tutto compresi i suoi nipoti ,lei e' stata in silenzio per mesi, evitando l'argomento , era triste e sono pure partite animate discussioni.
A tratti l'ha presa come un'abbandono alla "causa", dice che gente come me non deve andare via . Che qui serve gente con le palle..
Che bisogna restare a " combattere" per una terra di Sardegna libera dalle schiavitù militari, dai radar piazzati ovunque sulle coste che portano distruzione e malattia etc etc ... Mia madre e' una combattente, politicamente molto attiva , siamo cresciute così : a pane e contestazione!
Siamo gente dal pensiero indipendente con una sana dose di anarchia nelle vene!
Ma...
Ognuno trova il proprio modo di costruire un mondo migliore .
Io ho trovato il mio, decidere con coscienza di cosa cibarmi e come vestirmi, e estendere la mia solidarietà a chi ne ha bisogno, a volte sin dove molti mi hanno considerata matta o troppo alternativa!
Ma soprattutto crescere i miei figli educandoli al "non spreco" e all'amore e cerco di mettere in loro un semino di consapevolezza e di forza per navigare da soli nelle acque complesse dell'esistenza.
La mia " resistenza" ho imparato ad esercitarla sin da giovanissima,resisto in modo alternativo , non solo andando alle manifestazioni o ai presidi di sfratto.
Resisto attivamente per i miei figli.
Ma non voglio attendere sino a rischiare di trovarmi sfinita difronte a cose che finirebbero per indebolire chiunque, questo e' ciò che sta accadendo in Italia ormai in maniera massiccia.
Il motivo principale per cui vado via e' che questo paese mi sta stretto, si ha la sensazione di non poter più respirare a pieni polmoni.
E' da tutta la mia vita da adulta che non mi ci riconosco.
Ho visto la scuola delle mie figlie decadere. I libri di storia cambiare per cambiarti poco a poco l'identità .
Le ingiustizie in ogni campo galoppare sino a toglierti tanta energia da non averne quasi più da dedicare a progetti più importanti , oppure semplicemente per fermarti a guardare il cielo (nonostante le scie chimiche!)
Ho visto persone arrendersi, appiattirsi ad una vita fatta di pochi stimoli perché gli stanno togliendo la speranza di progettare.
Ho deciso, abbiamo deciso di andare via , per noi, per i nostri figli.
La cosa che ho sempre desiderato e' che i miei figli crescano avendo come esempio dei genitori che sono rimasti fedeli a loro stessi.
Voglio cercare un' angolo di mondo in cui se vali, se fai le cose per bene , il tuo valore viene premiato.
In Italia da anni e' esattamente il contrario e tu devi fare una fatica enorme per spiegare ai tuoi figli perché caspita la gente si e' bevuta il cervello e pure l'integrità.
Insomma in questo momento Berlino e' il posto che ci somiglia di più .
Non penso che sia il paradiso, ma semplicemente un " luogo "che mi piace a tal punto da volerci fare casa.
Mi piace a tal punto da mollare tutto , famiglia,casa,lavoro,amici.
In realtà mi sento "di passaggio" un po ovunque , e' tutto definitivo per il tempo che dura.
Certo la mia vita da "molto adulta "la sogno da un'altra parte, al caldo, tra i colori , tra i manghi ... questo pero' e' un'atro "Diario"!
...dopo il viaggio a gennaio e la risposta positiva dell'asilo (della scorsa puntata). Per il posto della bimba ci siamo subito attivati per la ricerca metodica della casa, il quartiere in cui andare a vivere era scelto.
Li ho messo in moto in miei (ancora pochi) contatti a Berlino .
Dopo parecchie ricerche , abbiano trovato l'agenzia Dormire a berlino, Monica (la titolare) e' stata bravissima ad accontentarmi (sa che le donne incinte non vanno mai contrariate!) le ho spiegato ciò di cui avevamo bisogno: budget e posizione geografica rispetto all' asilo della bimba più piccola e nel giro di un paio di settimane avevamo casa!
Ho calcolato che tra pancione e bimbi non potevamo passare la meta' del tempo in metro' , bensì metterci in una condizione di NO STRESS ma di comodità e tutto parte dalla casa.
La casa di Berlino rispetto alla nostra (ancora per poco ) e' piccolissima, ma e' solo un passaggio... Lo dico per tranquillizzarmi perché sto vivendo una certa malinconia nel lasciare la nostra casa, e gli oggetti cari .
Ma mi dico: e' un esercizio zen - esercitare il non attaccamento!
Sara' bello , l'idea del " tutto nuovo " da scoprire , da imparare, mi da una botta di energia che manco a 20 anni!
"Un uomo successo e' un fallito che non si e' mai arreso" P. Yogananda



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